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Backlink: cosa sono, come ottenerli e come valutarli

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09/08/2025, Giovanni Basile | Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2026 – 13 min lettura

Backlink

I backlink sono collegamenti ipertestuali che puntano a una pagina web da un altro sito. Entrano nel lavoro SEO perché aiutano i motori di ricerca a scoprire nuovi URL, influenzano la valutazione della reputazione di una risorsa e possono generare traffico referral. Il loro profilo viene analizzato durante audit, cali di visibilità, campagne di digital PR, migrazioni e controlli periodici in Google Search Console o con un backlink checker.

Questa guida integra documentazione ufficiale Google Search Central su link crawlable, PageRank, attributi rel, Search Console Links report e spam policies con osservazioni ricorrenti da audit backlink.

Cosa sono i backlink e come si definiscono

Un backlink è un link in entrata che collega una pagina di un sito a una pagina di un altro dominio. Nel linguaggio SEO si usano spesso come sinonimi backlink, inbound link e link in entrata. La definizione è lineare, ma il valore del collegamento cambia in base al contesto editoriale, alla pagina sorgente, alla pagina di destinazione e ai segnali tecnici associati al link.

Link in entrata, inbound link e collegamento ipertestuale

Il collegamento ipertestuale nasce nell’HTML con il tag anchor e rende raggiungibile una risorsa tramite clic o scansione. Un backlink esiste quando quel collegamento punta verso il proprio dominio da una proprietà esterna. Nel lessico operativo, inbound link e link in entrata indicano la stessa relazione. La definizione generale di backlink coincide con il concetto descritto nel report Link di Search Console, dove il collegamento esterno viene letto come rinvio verso una pagina del sito.

Differenza tra backlink, link interni e link esterni

La differenza si capisce osservando direzione e proprietà del link. Il backlink arriva da un dominio terzo verso il proprio sito. Il link interno collega due URL dello stesso dominio. Il link esterno parte dal proprio sito e punta verso un altro dominio. Questa distinzione serve per leggere crawling, reputazione trasferita, navigazione interna e distribuzione del contesto semantico tra le pagine.

Tabella informativa
Tipo di linkOrigineDestinazioneEffetto principale
BacklinkSito esternoProprio sitoScoperta degli URL, reputazione, traffico referral
Link internoProprio sitoProprio sitoNavigazione, gerarchia, distribuzione del contesto
Link esternoProprio sitoSito esternoRiferimento, citazione, collegamento verso una fonte

Pagina sorgente, pagina di destinazione e anchor text

Ogni backlink ha una pagina sorgente, una pagina di destinazione e un anchor text, cioè il testo cliccabile del link. La qualità del collegamento dipende anche da come questi tre elementi si combinano. Un anchor text leggibile e descrittivo aiuta persone e motori di ricerca a capire il tema della pagina collegata. Le best practice sui link crawlable ricordano che Google interpreta in modo affidabile i link negli elementi <a> con attributo href e usa il testo del link come segnale sul contenuto di destinazione.

Perché i backlink incidono su SEO e visibilità

I backlink incidono su SEO e visibilità perché entrano in più passaggi dello stesso processo. Aiutano i crawler a trovare pagine nuove, forniscono segnali sulla reputazione di un contenuto e possono portare visite da siti esterni. Il loro peso non è identico in ogni settore, ma restano una parte del modo in cui il web collega, cita e rende scopribili le risorse.

Segnale di fiducia, autorevolezza e ranking

Un link editoriale ottenuto da una pagina coerente con il tema della destinazione comunica un livello di fiducia più alto rispetto a un link inserito in contesti deboli o ripetitivi. Google considera i link dentro un quadro di segnali più ampio. Nella guida introduttiva alla SEO viene chiarito che PageRank usa i link e resta uno degli algoritmi di base della Ricerca Google, ma non agisce da solo e non basta a spiegare il ranking di una pagina.

Ruolo di Googlebot nella scoperta delle pagine

Googlebot è il nome generico dei crawler della Ricerca Google e opera con varianti desktop e smartphone. La sua attività non si limita a rilevare pagine inviate manualmente. La ricerca Google completamente automatizzata trova la maggior parte delle pagine seguendo collegamenti già noti e aggiungendo nuove risorse all’indice durante l’esplorazione del web. Un buon backlink può quindi anticipare la scoperta di URL nuovi o poco collegati internamente.

Traffico referral e visibilità del brand

Il backlink può generare anche traffico referral, cioè visite che arrivano da un altro sito tramite clic sul collegamento. Questo effetto è separato dal ranking e ha valore proprio. Un link ben posizionato in una pagina letta dal pubblico corretto può portare visite, menzioni del brand, richieste commerciali o citazioni ulteriori. In molti settori B2B e editoriali, referral e reputazione lavorano insieme e rafforzano la presenza del marchio fuori dalla SERP.

Tipologie di backlink e attributi rel

I backlink non sono tutti uguali. Cambiano per posizione nella pagina, natura editoriale, relazione tra chi pubblica e chi riceve il link, oltre che per attributi rel. Questi attributi aiutano Google a interpretare la relazione tra sito sorgente e pagina collegata, soprattutto nei casi di link commerciali o generati dagli utenti.

Link follow e trasmissione di PageRank o link equity

Nel lessico SEO si usa dofollow per indicare un link standard, cioè un collegamento privo di attributi rel che limitano o qualificano il rapporto con la destinazione. Google non usa dofollow come attributo HTML ufficiale. Per i link ordinari, la qualificazione dei link in uscita spiega che non è necessario aggiungere rel. In questo scenario si parla spesso di link equity, cioè del valore che un link può trasferire in termini di segnali di reputazione e relazione semantica.

Link nofollow come segnale di cautela

L’attributo nofollow serve a indicare che il sito sorgente qualifica la relazione con la pagina collegata e può essere trattato da Google come hint nei sistemi di ranking e, per nofollow, anche nei processi di crawling/indexing. Non equivale a una cancellazione del link, perché la pagina di destinazione può essere scoperta con altri mezzi. In analisi backlink, la presenza di nofollow modifica la lettura del profilo e aiuta a distinguere citazioni editoriali, commenti, forum, widget o link inseriti in contesti più sensibili.

Link sponsored e link UGC

Sponsored identifica link pubblicitari o a pagamento. UGC, acronimo di User Generated Content, segnala link inseriti dagli utenti in commenti, forum o altre aree aperte ai contributi esterni. Questi attributi aiutano a leggere la natura del link e a ridurre ambiguità sulla sua origine. In un profilo backlink sano, la distribuzione degli attributi riflette le vere fonti di acquisizione e il modo in cui il brand viene citato online.

Link redazionali

I link redazionali compaiono dentro un contenuto pubblicato per scelta dell’editore o dell’autore, senza obblighi commerciali impliciti. Tendono a nascere da dati proprietari, studi, tool, guide approfondite, interviste o citazioni di una risorsa ritenuta meritevole. Un link redazionale collocato nel corpo dell’articolo, con anchor text coerente e pagina sorgente pertinente, ha di solito un valore qualitativo superiore rispetto a link inseriti in footer, sidebar o pagine create per il solo crosslinking.

Schemi di link e pratiche manipolative

Gli schemi di link comprendono acquisto o vendita di link per influenzare il ranking, scambi eccessivi, utilizzo di servizi automatici e altre pratiche create per alterare i risultati della Ricerca. Le norme sui link di spam elencano con chiarezza questi comportamenti e li collegano a una possibile riduzione di ranking o a esclusioni più estese. Un profilo con molti segnali manipolativi tende a perdere affidabilità nel tempo.

Come analizzare un profilo backlink

L’analisi del profilo backlink serve a capire da dove arrivano i link, quali pagine attirano più citazioni, quale anchor text viene usato e dove possono esistere segnali anomali. Il controllo non si esaurisce nel numero di backlink. Serve leggere qualità delle fonti, pertinenza tematica, distribuzione delle anchor e concentrazione dei link verso specifiche sezioni del sito.

Come valutare un backlink in modo operativo

Quando analizzi un backlink, evita di fermarti al numero totale. Un modo più utile è applicare una valutazione rapida basata su cinque criteri:

  • Pertinenza: la pagina sorgente tratta davvero un tema vicino alla destinazione?
  • Contesto: il link è inserito nel corpo del contenuto oppure in elementi ripetuti come footer o sidebar?
  • Anchor text: è naturale e leggibile o troppo commerciale e forzata?
  • Fonte: il sito ha un’identità editoriale chiara o sembra costruito solo per linkare?
  • Utilità reale: questo link potrebbe portare traffico anche senza SEO?

Se un collegamento soddisfa almeno 3–4 di questi criteri, ha più probabilità di contribuire in modo positivo al profilo backlink. In caso contrario, conviene analizzarlo con maggiore attenzione nel contesto dell’intero profilo.

Google Search Console e backlink checker

Google Search Console è il primo punto di osservazione perché mostra siti con più link, pagine più collegate e testo principale del link. Il campione del report Link non rappresenta l’elenco completo di tutti i backlink, raggruppa i dati per URL canonico e combina i duplicati. Un backlink checker esterno amplia la vista con storico, filtri, metriche di dominio, comparazioni tra competitor e velocità di acquisizione.

Domini di riferimento, anchor text e qualità del link

La qualità del profilo emerge meglio osservando i domini di riferimento, cioè i domini unici che linkano il sito, e non solo il numero totale dei backlink. Un solo dominio può generare centinaia di link di scarso peso. In un controllo completo conviene leggere almeno questi segnali:

  • coerenza tematica tra pagina sorgente e pagina di destinazione
  • distribuzione dell’anchor text tra branded, URL, generiche e commerciali
  • posizione del link nel contenuto, nel footer o in blocchi ripetuti
  • rapporto tra domini di riferimento e picchi anomali di nuovi link

Profilo naturale, link tossici e segnali di rischio

Un profilo naturale tende a mostrare varietà di fonti, anchor text non forzate, crescita progressiva e distribuzione dei link su più pagine del sito. I segnali di rischio emergono quando si concentrano anchor commerciali identiche, domini senza pertinenza, link sitewide da template, network sospetti o pagine generate in serie. Il termine link tossico non è una categoria ufficiale di Google, ma nel lavoro operativo descrive collegamenti che aumentano la probabilità di pattern manipolativi o rumore analitico.

Caso tipico da audit backlink

Durante un audit è frequente trovare situazioni come questa: centinaia di backlink provenienti dallo stesso dominio, spesso inseriti in footer o sidebar su tutte le pagine del sito sorgente.

A prima vista il volume può sembrare positivo, ma in realtà il numero di domini di riferimento resta basso e il contesto editoriale è debole. In questi casi il valore reale del collegamento è limitato e può creare rumore nell’analisi.

Un profilo più solido tende invece a mostrare:

  • più domini unici
  • link inseriti nel corpo dei contenuti
  • anchor text variabili e naturali
  • crescita progressiva nel tempo

Questo tipo di distinzione aiuta a separare segnali utili da pattern poco rilevanti o potenzialmente artificiali.

Come ottenere backlink in modo sostenibile

Ottenere backlink in modo sostenibile richiede contenuti citabili, relazioni editoriali e una distribuzione realistica nel tempo. L’obiettivo non è accumulare link in modo meccanico, ma creare motivi credibili per cui un altro sito scelga di collegare una risorsa. Questa impostazione riduce il rischio di schemi artificiosi e costruisce un patrimonio di citazioni più stabile.

Contenuti linkabili e link earning

Il link earning indica l’acquisizione di backlink come effetto della qualità o della distintività di un contenuto. Funzionano bene dati originali, confronti documentati, casi studio, glossari settoriali, ricerche di mercato, strumenti gratuiti e pagine che risolvono un problema specifico meglio della media. Un contenuto linkabile riduce la dipendenza da outreach aggressivo perché dà a blogger, giornalisti e webmaster un motivo chiaro per citare la risorsa.

Cosa rende davvero una pagina linkabile

Non tutte le pagine hanno la stessa probabilità di ottenere backlink. Una risorsa diventa realmente linkabile quando offre un motivo concreto per essere citata.

In pratica, i contenuti che ottengono più facilmente backlink tendono ad avere almeno una di queste caratteristiche:

  • Chiarezza superiore: spiegano un concetto meglio della media
  • Utilità pratica: includono checklist, template o processi replicabili
  • Dati o esempi: mostrano numeri, casi o situazioni reali
  • Sintesi efficace: raccolgono informazioni disperse in modo ordinato
  • Focus specifico: risolvono un problema preciso, non generico

La differenza non sta nella lunghezza del contenuto, ma nella sua capacità di essere utile anche per chi scrive, cita o crea altri contenuti.

Guest post, digital PR e citazioni editoriali

Guest post e digital PR possono produrre backlink validi se la pubblicazione ha un contesto editoriale solido, una linea tematica coerente e una reale ragione per ospitare il contenuto. La qualità non dipende dal nome del formato, ma dal rapporto tra fonte, pubblico, tema trattato e modalità di inserimento del link. Le citazioni editoriali spontanee mantengono in genere un profilo più credibile rispetto a pagine nate solo per ospitare link verso terzi.

Analisi competitor e opportunità di gap

L’analisi competitor aiuta a individuare gap di copertura e fonti che citano già contenuti simili ai propri. Il confronto va letto con cautela: copiare in blocco i siti che linkano un concorrente porta spesso a una lista rumorosa. Conviene isolare le fonti per categorie, per esempio media di settore, associazioni, partner tecnologici, risorse accademiche, directory verticali curate e pagine che citano dati. Da lì si può costruire un piano di outreach misurabile, con priorità per pertinenza e credibilità della fonte.

Rischi associati ai backlink di bassa qualità

I backlink di bassa qualità espongono il sito a spreco di budget analitico, peggioramento dei segnali di fiducia e possibili problemi di conformità alle norme di Google. Il rischio cresce quando i link vengono generati per manipolare il ranking, quando la rete di siti sorgente è costruita in modo artificiale o quando l’anchor text mostra pattern ripetuti poco compatibili con una crescita organica.

PBN, link spam e pattern innaturali

PBN è l’acronimo di Private Blog Network e in gergo SEO indica una rete di siti controllati dallo stesso soggetto con lo scopo di inviare link verso uno o più domini target. Quando questa rete viene usata per alterare i segnali di ranking, rientra nel perimetro del link spam. Pattern come crosslinking estremo, pubblicazioni in serie, template identici, anchor forzate e domini senza reale pubblico sono indizi che meritano controllo approfondito.

Penalizzazioni Google e perdita di fiducia

Le pratiche più aggressive possono portare ad azioni manuali o a un peggioramento della qualità percepita dal sistema di ranking. Il report azioni manuali mostra se Google ha applicato interventi che possono rimuovere una parte del sito o l’intero dominio dai risultati. Anche senza una notifica esplicita, un profilo link deteriorato può accompagnarsi a cali di visibilità, minore capacità di acquisire citazioni spontanee e riduzione della fiducia da parte degli editori.

Quando valutare rimozione o disconoscimento dei link

La rimozione o il disconoscimento dei link entrano in gioco quando esistono segnali ripetuti di manipolazione, domini chiaramente spam, campagne storiche di link building fuori norma o situazioni confermate da azioni manuali. Google raccomanda prima di tentare la rimozione dei link scadenti dal web e poi, se serve, usare lo strumento rifiuta link. Il file accetta URL o domini in formato testo e viene rielaborato nel tempo, quindi non produce un effetto immediato.

FAQ sui backlink

Come funzionano i backlink?

Un backlink è un collegamento che parte da un sito esterno e punta a una tua pagina. In SEO conta soprattutto per due motivi. Il primo riguarda la scoperta delle URL. Un link raggiungibile dai crawler può aiutare i motori di ricerca a trovare nuove pagine e a seguire meglio i percorsi tra risorse interne ed esterne.

Il secondo riguarda il contesto. Un backlink contribuisce a chiarire la relazione tra documenti, argomenti e fonti. Il suo peso non dipende dal numero grezzo di link ricevuti, ma dalla qualità della pagina sorgente, dalla pertinenza tematica, dal contesto editoriale, dall’anchor text, dal posizionamento del link nel contenuto e dai segnali che circondano quella citazione. In sostanza, un backlink funziona davvero quando nasce in modo editoriale, arriva da una pagina indicizzata e coerente con il tema trattato, è leggibile dai crawler e punta a una risorsa che merita di essere citata.

Cosa significa fare backlink?

Nel senso corretto, fare backlink non significa creare collegamenti artificiali, ma ottenere link da altri siti verso una propria pagina in modo giustificato e coerente. Questo avviene in genere attraverso contenuti realmente linkabili, attività di digital PR, outreach mirato o partnership autentiche con soggetti che hanno una relazione concreta con il brand o con il progetto.

Rientrano in questa logica guide ben costruite, dati originali, strumenti utili, menzioni editoriali, citazioni da fornitori, clienti, associazioni, eventi o pubblicazioni di settore. Il punto critico è evitare pratiche manipolative. Quando il link nasce per influenzare il ranking in modo artificiale, si entra nell’area dei link scheme e del link spam. Ed è lì che il rischio cresce davvero.

A cosa servono i backlink?

I backlink hanno tre utilità concrete. La prima è il traffico referral, cioè le visite che arrivano dal sito che ti cita. La seconda è la discovery delle pagine. Un link esterno offre un ulteriore punto di ingresso ai crawler e può facilitare la scoperta di URL che altrimenti riceverebbero meno segnali. La terza riguarda autorevolezza e competitività. Un backlink coerente con il topic, inserito in un contesto sensato e proveniente da una fonte credibile, può rafforzare il profilo del sito nel suo complesso e sostenere la visibilità delle pagine più importanti. Questo effetto, però, non dipende dalla quantità pura dei link. Dipende soprattutto da coerenza, pertinenza, qualità della fonte e struttura complessiva del profilo link.

Quanto costa un backlink?

Non esiste un prezzo tecnico fisso per un backlink. Il costo cambia in base al canale, al lavoro necessario per ottenerlo e al livello di rischio collegato all’operazione. Nel caso degli earned link, il costo non è il link in sé, ma tutto ciò che serve per arrivarci: contenuto, relazioni, attività di PR, contatti, follow-up e valore reale della risorsa proposta. Nel caso di placement sponsorizzati o a pagamento, spesso esiste un fee. Qui però la distinzione è importante. Se il collegamento nasce con l’obiettivo di manipolare il ranking, il rischio cresce. Se invece si tratta di una sponsorizzazione reale, va gestita in modo corretto, con attributi appropriati e con aspettative coerenti rispetto all’impatto SEO. Da un punto di vista consulenziale, ha molto più senso valutare il costo in termini di tempo, budget, rischio e impatto atteso sull’URL o sul cluster, non come semplice prezzo di acquisto di un singolo link.

Come ottenere un backlink?

Ottenere backlink in modo solido richiede un processo chiaro.

Il primo passaggio è creare una risorsa citabile. Può essere un contenuto con dati, una checklist, un template, un mini tool, una guida molto ben costruita o un asset che risolve un problema reale. Poi serve il prospecting, cioè la ricerca di pagine e siti che trattano già quell’argomento o che linkano risorse simili. In questa fase strumenti come Ahrefs e Semrush aiutano a individuare opportunità concrete e gap rispetto ai competitor.

A quel punto entra in gioco l’outreach. Il contatto deve avere una motivazione editoriale chiara. Il focus non è chiedere un link in astratto, ma mostrare perché quella risorsa può essere utile al lettore di quel sito. Infine va controllata la qualità della pagina che riceve il link. Se la pagina target è debole, isolata o collegata male internamente, parte del valore si disperde. Per questo conviene verificare sempre indicizzazione, linking interno, naturalezza dell’anchor, posizione del link nel body e assenza di segnali sospetti.

Come vedere i backlink di un sito?

Ci sono due strade principali.

1) Il tuo sito (dato ufficiale Google)
In Google Search Console, nella sezione Link, puoi vedere i siti che linkano di più, le pagine più linkate e gli anchor text rilevati. È la vista più vicina ai dati che Google associa al tuo profilo link.

2) Competitor / mercato (tool esterni)
Per analizzare i backlink dei competitor o studiare il mercato servono database esterni come Ahrefs o Semrush, tramite report dedicati ai backlink e all’analisi del profilo link. Va tenuto presente che questi database non coincidono mai in modo perfetto. Per questo un’analisi seria non si basa su una sola fonte, ma incrocia almeno due dataset prima di arrivare a separare correttamente chiusura frase e heading successivo.

Giovanni Basile Consulente SEO

Autore articolo

Questa guida è stata curata da Giovanni Basile, SEO Specialist con esperienza in auditing SEO, analisi dei profili backlink, processi di indicizzazione e diagnostica in Google Search Console. Lavora su attività di controllo tecnico e strategie di ottimizzazione orientate a qualità, crawling e crescita organica.

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